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VOLTA infostealer trasforma i dati rubati in dossier basati sull’AI

VOLTA infostealer trasforma i dati rubati in dossier basati sull’AI

VOLTA infostealer, un malware Windows progettato per rubare informazioni, utilizza l’intelligenza artificiale per trasformare i dati grezzi degli account in dossier classificati sulle vittime e sul loro potenziale valore finanziario. Cisco Talos afferma che il malware, chiamato anche VOLTA-AUTODOXER o VOLTA, invia le prove raccolte a un large language model (LLM), un sistema AI che analizza e genera linguaggio, così che gli operatori non debbano esaminare personalmente ogni record rubato.

VOLTA raccoglie un’ampia gamma di dati personali e aziendali. I suoi obiettivi includono password e cookie, ossia record del browser che possono mantenere un utente autenticato, provenienti da browser basati su Chromium. Cerca inoltre profili Outlook e workspace Slack, dati delle carte di pagamento, seed phrase di wallet di criptovalute, session di Discord, Telegram, Steam e Roblox, Microsoft OAuth tokens utilizzati per autorizzare l’accesso agli account, profili Wi-Fi e screenshot. Il malware acquisisce inoltre SSH keys e cloud-provider keys, credenziali digitali che possono consentire l’accesso a sistemi remoti e risorse cloud.

Cisco Talos ha scoperto che VOLTA riunisce questo materiale in un pacchetto strutturato di prove destinato a descrivere la persona che utilizza il computer compromesso. Il dossier può contenere dati di geolocalizzazione e informazioni sull’indirizzo di casa, il datore di lavoro della vittima e il relativo domain, un anno di nascita dedotto, le ultime quattro cifre delle carte, workspace Slack, metadata relativi alla paternità dei documenti, indizi della presenza di backup di iPhone e una valutazione in tempo reale di un account Roblox. Ciò fornisce all’operatore un contesto più ampio rispetto a un normale elenco di password rubate.

Il malware utilizza anche una session rubata ancora attiva per cercare ricevute nell’account Gmail della vittima. Cerca messaggi associati ad Amazon, DoorDash, Uber Eats, Grubhub, Walmart e PayPal, estraendo informazioni sugli ordini che possono confermare un indirizzo di casa. Dopo la raccolta, VOLTA serializza le prove, ossia inserisce i dati in un formato elaborabile da un altro sistema, e le invia tramite OpenRouter, un gateway che instrada le richieste verso diversi modelli AI.

Il modello predefinito è Claude Opus 4.6 di Anthropic. Se la richiesta non riesce, VOLTA può passare a Kimi K2 di Moonshot AI e successivamente a Gemini 2.5 Flash di Google. Talos afferma che il malware controlla se le risposte contengono espressioni che indicano il rifiuto della richiesta da parte di un modello, come dichiarazioni secondo cui non può soddisfarla, prima di provare il modello successivo in una catena che può comprenderne fino a tre. Questa architettura multi-model è pensata per mantenere operativa l’analisi quando un servizio rifiuta il compito.

Un system prompt di 240 parole, cioè un insieme di istruzioni che controlla il modo in cui un modello AI risponde, ordina al modello di agire come analista di intelligence forense. Impone inoltre al sistema di basarsi esclusivamente sul pacchetto di prove fornito, anziché aggiungere fatti provenienti dai propri dati di addestramento. La valutazione richiesta include una sezione che classifica gli elementi di valore in base al loro potenziale di monetizzazione come basso, medio o alto, oltre a una valutazione della sicurezza operativa della vittima e delle sue abitudini nell’uso delle password. Talos descrive il modello come un analista di triage che trasforma un log di credenziali in un dossier ordinato per priorità, con riferimenti di supporto alle prove rubate.

Il processo di exfiltration, ossia il trasferimento non autorizzato di dati all’esterno di un dispositivo, avviene tramite Telegram in tre fasi. Subito dopo l’esecuzione, VOLTA invia password e cookie dei browser, dati delle carte, informazioni sulle criptovalute, token di Discord, Steam e Roblox, password Wi-Fi e screenshot. Un secondo trasferimento avviene dopo la richiesta AI e contiene sia le informazioni acquisite sia l’analisi del modello. Un pacchetto finale viene inviato dopo l’arricchimento in tempo reale e include le ricevute Gmail e le cronologie degli ordini trovate tramite la session rubata.

VOLTA contiene inoltre un template configurabile in fase di build con sei slot, tra cui la destinazione Telegram, le application programming interface (API) keys utilizzate per accedere ai servizi online e altre impostazioni. Talos afferma che questa architettura potrebbe indicare che l’autore stia pubblicizzando un builder kit ai clienti oppure gestendo un servizio su misura che crea un executable separato per ogni ordine. Tale condizione rimane incerta. Se venisse venduto come commodity malware, la funzione di classificazione consentirebbe ai clienti con scarse competenze tecniche di ricevere direttamente tramite Telegram valutazioni prioritarie delle vittime. Talos descrive VOLTA come uno stealer maturo al quale è stato aggiunto, in una fase avanzata, un componente AI destinato principalmente a ridurre il lavoro di analisi richiesto al suo operatore.

I risultati illustrano un uso più ampio dell’AI generativa nei workflow criminali. Zscaler ThreatLabz afferma che la tecnologia è adatta a classificare e cercare grandi quantità di materiale dopo che un aggressore ha ottenuto accesso a un sistema. Può contribuire a individuare dati preziosi o sensibili da rubare oppure da cifrare durante una fase successiva. Un operatore ransomware, per esempio, potrebbe utilizzare questo approccio per identificare le informazioni più sensibili in una rete compromessa e aumentare la pressione sulla vittima affinché paghi.

Cisco Talos ha inoltre descritto recentemente NIK C2, un remote access tool per Windows basato su Go che consente un controllo persistente degli host compromessi. Il command-and-control (C2) è l’infrastruttura attraverso la quale un aggressore invia istruzioni ai dispositivi infetti. NIK C2 supporta più di 52 comandi e include funzionalità di remote access, furto di credenziali, keylogging, che registra gli input della tastiera, sorveglianza, elusione delle difese e ransomware. Integra inoltre un client OpenAI affinché i dati rubati possano essere analizzati durante la stessa session compromessa, anziché essere elaborati successivamente.

NIK C2 verifica innanzitutto se l’aggressore ha fornito un’OpenAI API key. In caso contrario, cerca la stringa "OPENAI_API_KEY" nelle environment variables della vittima, impostazioni di sistema utilizzate dai programmi, e usa qualsiasi credenziale corrispondente trovata. Questo è LLMjacking, ossia il furto dell’accesso al servizio AI di un’altra persona per eseguire il lavoro dell’aggressore mentre il legittimo proprietario paga le risorse di calcolo. Talos afferma che si tratta di una funzionalità operativa deliberata, anziché di un semplice backup, e che può anche rendere più difficile determinare chi abbia inviato le richieste. Combinando raccolta e analisi in un’unica session continua, il framework potrebbe eliminare i ritardi di elaborazione che in precedenza concedevano ai difensori il tempo di rilevare l’attività.

Per le aziende che valutano questo tipo di esposizione delle credenziali e dell’infrastruttura, AEU-I offre servizi IT, infrastrutturali e di consulenza con un approccio security-first. VOLTA e NIK C2 dimostrano che i dati rubati non vengono più soltanto raccolti: i sistemi AI possono organizzarli immediatamente, identificare gli account di maggior valore e ridurre l’impegno necessario per sfruttare una persona o un’organizzazione compromessa.

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